Il Senato approva in via definitiva la legge delega sul nucleare
24 settembre 2026 · 1 min di lettura

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul nucleare con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento conferisce al Governo la delega per disciplinare in modo organico l'introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, con l'obbligo di adottare uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore.
Il testo non autorizza l'apertura immediata di cantieri, ma definisce la cornice normativa per la valutazione dei futuri progetti lungo l'intero ciclo di vita. La delega copre la programmazione, la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti, fino allo smantellamento delle installazioni e alla gestione del combustibile e dei rifiuti radioattivi. Il Governo disporrà inoltre di ulteriori 24 mesi dopo il primo anno per emanare eventuali decreti correttivi, seguendo il principio della neutralità tecnologica applicato a SMR, AMR, microreattori e fusione.
La norma prevede la facoltà di istituire un'Autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, rafforzando le competenze già attive presso l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). L'individuazione dei siti avverrà in base a parametri tecnici e territoriali, tra cui sismicità, rischio idrogeologico, vicinanza alle infrastrutture e connessione alla rete elettrica, includendo procedure di consultazione delle comunità locali.
«Dopo quasi quarant'anni, l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso», ha dichiarato su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha sottolineato come il provvedimento dia «compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa», indicando che la tecnologia nucleare andrà integrata con le fonti rinnovabili per traguardare la neutralità al 2050.
Il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima colloca l'eventuale avvio del nuovo nucleare intorno al 2035. Gli scenari previsionali al 2050 stimano una capacità installata compresa tra 8 e 16 gigawatt, destinata a coprire tra l'11% e il 22% del fabbisogno elettrico nazionale.
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