Russia Unita vince le elezioni legislative con il 57,31 per cento dei voti
21 settembre 2026 · 2 min di lettura

Il partito di governo Russia Unita ha vinto le elezioni legislative in Russia con il 57,31 per cento dei voti, secondo i primi dati ufficiali diffusi dalla Commissione Elettorale Centrale dopo lo scrutinio del 17,05 per cento delle schede. La formazione politica, la cui campagna elettorale è stata guidata dal presidente Vladimir Putin, si è imposta nella quota proporzionale di lista che assegna metà dei seggi della Duma, pari a 250 deputati sui 450 complessivi.
Al secondo posto si è attestato il Partito Comunista della Federazione Russa con il 13,89 per cento dei voti, seguito dagli ultranazionalisti del Partito Liberal-Democratico di Russia con il 9,29 per cento, dai liberali di Nuova Gente con il 7,97 per cento e da Russia Giusta con il 5,09 per cento. Subito dopo la diffusione dei primi dati, il leader di Russia Unita Dmitry Medvedev ha dichiarato che «i cittadini del nostro Paese mantengono la fiducia nella principale forza politica».
La Commissione Elettorale Centrale ha stimato l'affluenza complessiva alle urne a oltre il 56 per cento degli aventi diritto, un livello superiore a quello delle legislative del 2016 e del 2021. Nel voto elettronico, contestato dalle forze di opposizione che lo ritengono esposto a frodi, Russia Unita ha ottenuto il 49,06 per cento dei consensi, seguita da Nuova Gente con il 15,42 per cento e dal Partito Comunista con il 12,26 per cento.
Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha affermato che la linea diplomatica russa non subirà variazioni dopo il voto, aggiungendo che il Paese ha respinto i tentativi occidentali di interferire e di «dipingerlo come antidemocratico». A seguito del massiccio attacco con droni e missili condotto contro Mosca nella giornata elettorale, il sindaco Sergei Sobyanin ha dichiarato che Kiev «ha fatto di tutto per far fallire le elezioni», ma il risultato ottenuto è stato «esattamente l'opposto».
La formazione pacifista Yabloko, esclusa dalla competizione per la quota proporzionale, ha denunciato varie irregolarità, tra cui l'obbligo di voto elettronico e l'impossibilità di ricorrere alle schede cartacee per numerosi cittadini. Gli esponenti dell'opposizione all'estero avevano invitato a sostenere Yabloko nei collegi uninominali e gli altri partiti nel proporzionale alle ore 12:00 attraverso la protesta «Mezzogiorno contro la guerra», mentre secondo i sondaggi della ong Vesna nei seggi consolari all'estero la lista più votata è stata Nuova Gente, seguita dai comunisti.
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