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Blog20 settembre 2026

Unifarco estende la tutela degli impollinatori a venti ettari di prati nelle Dolomiti Bellunesi

L'azienda Unifarco ha strutturato nel Bellunese una serie di interventi per la salvaguardia degli insetti impollinatori, affiancando alla gestione di circa tre ettari dedicati alla biodiversità la tutela di circa venti…

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Ripresa macro di un'ape che raccoglie il nettare da un fiore di margherita bianca, evidenziando l'impollinazione.
Foto: Masood Aslami / Pexels

L'azienda Unifarco ha strutturato nel Bellunese una serie di interventi per la salvaguardia degli insetti impollinatori, affiancando alla gestione di circa tre ettari dedicati alla biodiversità la tutela di circa venti ettari di prati montani nelle Dolomiti Bellunesi. L'iniziativa, illustrata a Milano durante la Beauty Week attraverso il marchio Dolomia, combina pratiche di apicoltura naturalistica, attività didattiche e ricerca scientifica applicata alla dermocosmesi.

Il piano operativo è iniziato nel 2019 con il sostegno ai prati montani ed è proseguito nel 2021 con la destinazione di tre ettari a habitat ricchi di circa trenta specie vegetali a fioritura scaglionata nel tempo. «Per proteggere gli impollinatori bisogna prima di tutto proteggere gli habitat in cui vivono», ha spiegato all'AGI Massimo Slaviero, cofondatore di Unifarco e presidente del comitato esecutivo. L'obiettivo dichiarato è garantire risorse alimentari sia all'ape mellifera sia alle specie selvatiche e agli altri insetti dell'ecosistema montano.

Sul piano dell'allevamento, il progetto segue i criteri dell'apicoltura naturalistica con l'impiego di arnie Top Bar, concepite per consentire alle api una maggiore autonomia nella costruzione dei favi e ridurre le interferenze nell'alveare. Il nucleo delle attività sul campo è il Parco della Biodiversità, situato nei pressi della sede aziendale, che fa da base per l'osservazione di flora e impollinatori e per i progetti del Laboratorio della Biodiversità. L'azienda affianca a questi spazi programmi con le scuole, collaborazioni con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il Dolomia Biodiversity Award, premio destinato a tesi universitarie e giovani ricercatori.

Le osservazioni ambientali si collegano infine allo studio sui derivati dell'alveare, raccolti prelevando soltanto quote minime per preservare le scorte invernali delle colonie. Da una lavorazione che unisce miele millefiori di montagna e mela tramite un processo di doppia biofermentazione, i laboratori ricavano un fitocomplesso destinato a favorire l'idratazione cutanea, rinforzare la barriera della pelle e contrastare lo stress ossidativo.

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