In breve

  • Chi: chiunque pubblichi testo generato o modificato dall’IA per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Il regolamento li chiama «deployer».
  • Cosa: dichiarare che il testo è stato generato o manipolato dall’IA.
  • L’eccezione: nessuna dichiarazione è necessaria quando il testo è stato sottoposto a revisione umana o a controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione.
  • Da quando: dal 2 agosto 2026.
  • Immagini, audio, video: i deepfake vanno sempre dichiarati. L’eccezione editoriale riguarda solo il testo.

Cosa dice la norma

La regola si trova nel secondo comma dell’articolo 50, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1689. In sintesi:

I deployer di un sistema di IA che genera o manipola testo pubblicato allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico rendono noto che il testo è stato generato o manipolato artificialmente. L’obbligo non si applica se l’uso è autorizzato dalla legge per accertare, prevenire, indagare o perseguire reati, oppure se il contenuto è stato sottoposto a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione. Il testo ufficiale in italiano è su EUR-Lex (link sotto).

Devono valere entrambe le condizioni dell’eccezione: revisione o controllo editoriale, e qualcuno che detiene la responsabilità editoriale. Un processo in cui un caporedattore legge, può modificare e approva ogni articolo, e la testata risponde di ciò che pubblica, è esattamente ciò che descrive il testo.

Vi riguarda?

Si applica quando valgono tutte e tre le condizioni:

  • Un sistema di IA ha generato o modificato il testo. Il controllo ortografico e aiuti altrettanto leggeri in genere non sono l’obiettivo della norma; scrivere un articolo sì.
  • Il testo è pubblicato, non tenuto a uso interno.
  • È pubblicato per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico: notizie, avvisi pubblici, articoli esplicativi su temi pubblici.

Portali di notizie, siti di informazione specializzati e gruppi editoriali che pubblicano notizie vi rientrano pienamente. Testi di marketing e descrizioni di prodotto di solito no, anche se possono valere altre regole.

Se vi affidate all’eccezione

Il regolamento non prescrive una procedura, quindi la domanda pratica è se potete dimostrare revisione e responsabilità se richiesto. Aiuta:

  • Una persona approva ogni articolo prima della pubblicazione, con il potere di modificarlo o fermarlo.
  • Un direttore responsabile o una redazione identificati rispondono della testata, come nella vostra gerenza.
  • Una traccia di chi ha approvato cosa, e quando.
  • Fonti verificabili, perché la revisione sia reale e non una formalità.

In Mediastilo nulla viene pubblicato finché qualcuno del vostro team non lo approva, ogni affermazione rimanda alla sua fonte e ogni bozza conserva le sue versioni. Questo sostiene la revisione; non sostituisce la vostra responsabilità editoriale.

Se invece dichiarate

Alcuni editori dichiarano il testo scritto con l’IA anche quando l’eccezione si applica, per scelta. L’articolo 50, paragrafo 5, dice che l’informazione va fornita in modo chiaro e distinguibile, al più tardi al momento della prima esposizione, e deve rispettare i requisiti di accessibilità. Una riga in cima all’articolo lo fa; una nota nascosta nelle condizioni d’uso no.

Immagini, audio e video

Il primo comma dell’articolo 50, paragrafo 4, riguarda i deepfake: immagini, audio o video generati o manipolati dall’IA che somigliano a persone, oggetti, luoghi o eventi reali e sembrerebbero falsamente autentici. Vanno dichiarati e l’eccezione editoriale non si applica. Per le opere palesemente artistiche, creative o satiriche l’obbligo è più leggero. Mediastilo non genera immagini: le foto arrivano dalle vostre fonti, dal vostro archivio o da banche immagini, ciascuna con i crediti.

Sanzioni

La violazione dell’articolo 50 può costare fino a 15 milioni di euro o il 3 % del fatturato mondiale annuo, se superiore (articolo 99, paragrafo 4). Per le PMI, comprese le start-up, vale l’importo inferiore (articolo 99, paragrafo 6). La applicano le autorità nazionali di vigilanza del mercato.

Cosa fare questo mese

  • Elencate dove l’IA tocca il testo che pubblicate: stesura, riscrittura, traduzione, titoli.
  • Per ciascun caso decidete: revisione e responsabilità editoriale, oppure dichiarazione.
  • Mettete per iscritto il passaggio di revisione e verificate che venga davvero seguito.
  • Tenete traccia delle approvazioni.
  • Valutate a parte la generazione di immagini, audio o video: lì non c’è eccezione editoriale.
  • Seguite le linee guida e il codice di buone pratiche della Commissione europea su questi obblighi.

Fonti

  1. Regolamento (UE) 2024/1689, testo ufficiale in italiano (EUR-Lex)
  2. Articolo 50: Obblighi di trasparenza (inglese)
  3. Articolo 99: Sanzioni (inglese)
  4. Articolo 113: Entrata in vigore e applicazione (inglese)